09 Luglio 2020
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VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT. Il tempo scorre, il coronavirus viaggia e noi? L'attività sportiva fra passato e presente. L'Olimpiadi 2020 si faranno nel 2021

24-03-2020 16:15 - EVENTI FAMILIARI
Una domenica in famiglia ai tempi del Coronavirus
Sono alla terza settimana chiuso in casa ed esco solo x necessità. Già necessità. Il dentista chiuso x Decreto, spero che il 6 riapra. Intanto il 27 faccio un bel prelievo. Come passare la giornata? Sto, attualmente, facendo statistiche. Sono tornato all'antico. Quando passavo serate a scrivere sulla matrice (del ciclostile) risultati di tutti e di tutte. Naturalmente sto parlando di atleti ed atlete. Fatta la spesa sabato 6 ( senza obblighi organizzativi annullati), ho proseguito pensando ai denti. Sanguinamento dalle gengive ridotto , senza sentire il cardiologo, e ripassato alla pasticca. Seconda settimana 3 sedute in casa-palestra alternandomi alla consorte. Ognuno x se. Crampi alla gamba sana. Poi nulla. Domenica breve corsa di 17' e dopo pranzo riunione familiare tramite telefonino. Beata tecnologia: Roma Pescara ed Arezzo insieme. Telefonate varie sempre riguardante i denti: invecchiamo tutti! Caneschi Luca e Marcello corrono a dispetto dei"moralisti" che a scuola si facevano esentare dall'educazione fisica perché accresceva il sudore e la relativa sudorazione. Ivan Lacrimini alle prese col vecchietto dirimpettaio che lo invitava a smettere di allenarsi sotto casa (consentito). Forse gli dava fastidio non poterlo fare. Rispetto ai primi giorni rivedo i "soliti" col cane e di corsa. Marcello Caneschi ha le gambe distrutte dalla fatica. 1500 scalini fra salire e scendere. Ballotti segue on line i propri adepti. Tarquini Leo suggerisce ai giovani. Chi corre al Matto, chi intorno al Parco Giotto. Chi lancia anatemi, chi stava riattivando la sua attività e sul più bello ha avuto uno STOP. Qui sotto scritti di Cosimo Convertino, Alfio Giomi presidente Fidal e Maria Gatto ( o chi x lei) del Museo archeologico. Lo sport ha sempre aiutato. Mens sana in Corpore Sano. Chi, in piena attività non ha corso in luoghi strani od orari strani? All'alba, di notte,sul posto, skeeppando etc. A voi buona lettura oltre che buon allenamento!!

IL DIRITTO DI CORRERE
In questi giorni drammatici, non solo per l'Italia, ma per l'intera popolazione mondiale, siamo tutti chiamati a un atteggiamento responsabile verso noi stessi e verso gli altri. La limitazione della libertà personale imposta dall'alto, pur comportando rinunce a volte piccole ma più spesso dolorose, diventa pertanto un'esigenza irrinunciabile, nell'ottica di sconfiggere la pandemia che ci minaccia.
Tali rinunce comportano spesso una mutazione dei rapporti interpersonali che, come ho potuto notare in questi ultimi giorni, si sono fatti progressivamente più formali e più tesi. A un'iniziale atteggiamento di diffidenza reciproca, peraltro comprensibile, hanno in particolare fatto seguito anche manifestazioni di egoismo, rancore sopito e ostilità, che contrastano pesantemente con la splendida solidarietà evidenziata in altri contesti da alcun categorie impegnate nell'emergenza.
Questa mattina sono andato a svolgere individualmente attività motoria “nei pressi della mia abitazione”, niente di particolare per me che sono abituato a correre distanze molto più impegnative, esercitando un mio sacrosanto diritto sancito dall'ultima ordinanza del 20 marzo 2020, senza che ciò determinasse alcun rischio di contagio per me e, soprattutto, per gli altri. Ciononostante sono stato ripreso più volte, in alcuni casi anche pesantemente, da cittadini “esemplari” che rispettavano rigorosamente le norme cazzeggiando per strada, in compagnia, presidiando lo spazio antistante alle proprie abitazioni, senza tra l'altro indossare alcun dispositivo di protezione individuale.
Un atteggiamento insopportabile in quanto, a prescindere dalla manifesta ignoranza di alcune persone - fortunatamente non tutte - evidenzia una forma di intolleranza latente e ingiustificata che in una società teoricamente evoluta come la nostra non è assolutamente ammissibile e che anzi lascia presagire scenari ancora più cupi.
Detto ciò continuerò ad esercitare il mio diritto di svolgere attività fisica, se pure con le limitazioni imposte, almeno fino a quando sarà consentito, visto che la libertà è un bene prezioso che, fino a quando viene esercitato responsabilmente, senza arrecare danno agli altri, deve essere assolutamente salvaguardato.
Cosimo Convertino


Il messaggio del presidente della FIDAL, condiviso con il Consiglio federale e i presidenti dei Comitati Regionali:
"Nel Consiglio del 27 marzo costruiremo e rafforzeremo gli strumenti che ci consentiranno di superare l'ostacolo"
Quando questa mattina, dopo aver letto delle ennesime, immani difficoltà in cui si sta dibattendo il nostro Paese, mi sono apprestato ad approfondire i temi del Consiglio federale del 27 marzo, mi sono chiesto quanto fosse congruo, in un momento come questo, pensare all'attività sportiva. E la risposta è stata: lo è più di sempre, perché ci aiuta ad affrontare una fase difficilissima, sapendo che ne usciremo e che c'è un domani. È quindi con questo spirito che affrontiamo le difficoltà di oggi, preparandoci al meglio per quando finiranno.
Dobbiamo però ammetterlo: quando tutto questo sarà finito, non potremo ripartire come se nulla fosse stato. I tempi per il ritorno alla normalità saranno lunghi, e dovremo, tutti insieme, organizzarci per superarli al meglio. Con questo spirito ci prepariamo alla riunione di Consiglio del 27 marzo, nell'ambito del quale costruiremo e rafforzeremo tutti quegli strumentiche ci consentiranno di superare l'ostacolo. Sarà allora, che i valori fondanti dell'Atletica Italiana potranno fare la differenza.
Tutti insieme, ce la faremo.
Alfio Giomi
Buongiorno!
Spero proprio che oggi tu sia in grande forma: avere un corpo forte, agile e ben allenato è una condizione indispensabile per pensare e concentrarsi, lo sai?Giovenale, uno scrittore dell'antica Roma, scrisse: «mens sana in corpore sano», cioè "mente sana in corpo sano".
A questo proposito...ho pensato di portarti con me in un viaggio attraverso lo sport nell'antichità.
Al Museo abbiamo un vaso importantissimo: un'anfora greca, trovata in una tomba etrusca vicino a Lucignano. Sulla sua pancia è dipinto il mito di Pelope e Ippodamia, legato alla fondazione dei Giochi Olimpici.
Sì, hai capito bene: le Olimpiadi (quelle antiche, naturalmente) che dal 776 a.C. si svolsero ogni quattro anni durante l'estate nella città sacra di Olimpia, in onore del dio Zeus.
Sul nostro vaso si vede Pelope che guida un velocissimo carro trascinato da quattro cavalli, portando con sé la bella Ippodamia: stanno gareggiando con il re Enomao. La gara sarà vinta da Pelope che diventerà re e che, per ringraziare Zeus della sua vittoria, organizzerà dei grandi giochi ad Olimpia.
Questi giochi comprendevano corse con i carri, con i cavalli, il pugilato, i salti, i lanci e...lo sport più antico del mondo: la corsa a piedi.
Quando il Museo riaprirà, ti aspetto per una bellissima corsa nell'anfiteatro!
Maria Gatto

L'anfora attica a figure rosse rinvenuta a Casalta (Lucignano - AR), con il mito di Pelope e Ippodamia, uno dei miti di fondazione delle Olimpiadi.
Sul fondo si vedono delle piante di ulivo, con i cui rami si intrecciavano le corone dei vincitori dei Giochi.



Fonte: Redazione e siti vari

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